Scelta rivelatore antincendio

La scelta del rivelatore antincendio da utilizzare dovrà essere effettuata in funzione del tipo di fuoco che presumibilmente ci si attende che si possa sviluppare.
I tipi di incendio si dividono infatti tra covanti ed aperti, i primi caratterizzati dall’assenza di fiamma e dalla non possibilità di autoalimentarsi, i secondi con presenza di fiamma ed autoalimentati dopo l’accensione.

TIPO DI INCENDIO / CARATTERISTICHE DELL’INCENDIO

INCENDI COVANTIPIROLISI (CARBONIZZAZIONE)

INCENDI COVANTI INCANDESCENTE

INCENDI APERTISOLIDI (CON MOLTA BRACE)

INCENDI APERTI LIQUIDI (COMBUSTIONE CON FIAMME)

COMBUSTIONE

NON AUTOALIMENTATA. Richiede continuo apporto di energia.

SI AUTOALIMENTA dopo l’accensione

Si AUTOALIMENTA dopo l’accensione

Si AUTOALIMENTA dopo l’accensione

TIPO DI FUMO (AEROSOL)

FUMO MOLTO CHIARO con contenuto per lo più visibile

FUMO MOLTO CHIARO con contenuto per lo più visibile

FUMO MOLTO CHIARO con contenuto per lo più visibile

FUMO MOLTO CHIARO con contenuto per lo più visibile

CARATTERISTICHE OTTICHE DEL FUMO

Buona diffusione della luce

Buona diffusione della luce

Forte assorbimento della luce. Debole diffusione della luce. Debole diffusione.

Forte assorbimento della luce. Debole diffusione della luce. Debole diffusione.

QUANTITÀ DI AEROSOL

Elevata

Elevata

Elevata

Elevata (ma alcol puro =niente)

RADIAZIONE IR

Bassa

Da bassa a moderata

Elevata

Elevata

CONVENZIONE

Bassa

Da bassa a moderata

Elevata

Elevata

GAS DELLA COMBUSTIONE

Molto CO, poco CO2

Molto CO, poco CO2

Da poco a molto CO, molto CO2

Poco CO, molto CO2

Lo studio del tipo d’incendio, aperto o covante, in funzione del differente combustibile può rendere il fenomeno o il prodotto dell’incendio «misurabile» e garantire così la scelta del rivelatore d’incendio idoneo al caso.

L’azione esercitata dai fenomeni tipici dell’incendio sull’elemento sensibile di rivelazione diminuisce con l’incremento della distanza tra il focolaio ed il rivelatore, pertanto in ambienti di notevole altezza bisogna aspettarsi un certo ritardo dalla segnalazione di allarme.
L’entità di tale ritardo dipende dal tipo di rivelatore impiegato e dalle caratteristiche con le quali si sviluppa l’incendio.

Modalità rivelazione incendio 3F Elettronica

Per i rivelatori di fumo a diffusione nel caso di fuoco aperto la spia termodinamica riesce agevolmente a trasportare in alto le particelle di fumo, al contrario di uno covante che dispone di carica termica molto debole, e pertanto nel secondo caso difficilmente si potrà attendere una rivelazione precoce se non quando questo si tramuti in incendio aperto.
I rivelatori lineari di fumo ad assorbimento agiscono anche essi in modo simile con una preferenza di incendi aperti con sviluppo di fumi scuri e privilegiano pertanto il posizionamento su altezze elevate dove si presuppone che il fumo inizi a disporsi su di un piano orizzontale.

Rivelatori lineari di fumo 3F Elettronica

Per i rivelatori termici le correnti di aria calda, attivate da un incendio con fiamma viva, subiscono un forte raffreddamento con l’aumento della distanza percorsa e con l’incremento del volume interessato.
Per tale motivo non è consigliato l’uso di questi ultimi in locali ampi e di notevole altezza.
La scelta del rivelatore dipende anche dalle condizioni ambientali che si prevedono nei locali da sorvegliare.
Tale criterio risponde essenzialmente all’esigenza di avere un sistema in cui sia accettabile il tasso degli allarmi intempestivi.

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